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23 hours ago

Capelli GrassiQuello dei capelli grassi è un problema piuttosto diffuso e per certi versi imbarazzante. L'odiosa sensazione di appiccicume non è infatti una semplice apparenza, ma il risultato di un eccesso di sebo che si deposita su capelli e cuoio capelluto, favorendone l'adesione.capelli grassi Dal momento che l'olio prodotto dalle ghiandole sebacee tende a trattenere scaglie di pelle e il sudiciume con cui viene a contatto, un capello grasso richiede lavaggi quotidiani.L'eccesso di sebo è frequentemente associato alla caduta dei capelli. Spesso entrambi i problemi hanno, infatti, origini androgenetiche, anche se non sempre i due eventi sono concomitanti. Per questo motivo il termine alopecia seborroica è ormai caduto in disuso.CaratteristicheI capelli grassi possiedono alcune caratteristiche peculiari, dovute proprio all'eccessiva produzione di sebo. Fra queste, ricordiamo:Aspetto untuoso e opaco, più scuro del colore originale;Facile e continua sporcabilità;Difficoltà nel mantenere l'acconciatura desiderata;Talvolta presenza di cattivo odore.Per descrivere la particolare condizione in cui si trovano i capelli grassi - caratterizzata, appunto, da un eccesso di sebo oleoso - i medici utilizzano il termine "seborrea grassa".In condizioni normali il sebo lubrifica il capello, costituendo una protezione naturale contro le aggressioni esterne. Tuttavia, quando la sua produzione diviene eccessiva, questa sostanza cola lungo il capello e si accumula nel cuoio capelluto, con tutte le conseguenze negative del caso. Oltre al problema estetico ed igienico, l'alterazione della quantità e della qualità del sebo tende a sottrarre vitalità al capello.Abbiamo parlato di qualità del sebo perché in alcuni casi il problema dei capelli grassi è legato, non tanto ad una eccessiva produzione di questa sostanza oleosa, quanto ad una sua eccessiva liquefazione. Un sebo più fluido tende, infatti, a diffondere più velocemente lungo il fusto dei capelli.CauseCause ormonali e genetiche: il problema è in gran parte legato all'iperattività degli enzimi appartenenti alla famiglia delle 5-alfa reduttasi, che operano la conversione del testosterone in diidrotestosterone. Quando quest'ultimo è presente in concentrazioni elevate, esso favorisce la comparsa di acne e seborrea, accelera la caduta dei capelli e la produzione di sebo. Inoltre, mentre nel capello causa un'atrofia progressiva del bulbo pilifero, tende a rinforzare la peluria nelle zone androgeno dipendenti.Il grado di recettività dei capelli all'azione del diidrotestosterone è determinato geneticamente.Cause secondarie, come stress, inquinamento atmosferico, abuso di shampoo troppo aggressivi o comunque di pessima qualità compositiva. Questi fattori possono favorire la comparsa dei capelli grassi, così come possono peggiorarne la situazione quando questi sono provocati da cause di origine genetica e ormonale.TrattamentoIl trattamento più semplice per combattere il problema dei capelli grassi è basato su lavaggi frequenti con shampoo poco detergenti.La frequenza dei lavaggi dipenderà dalla gravità del problema che, quando è particolarmente accentuato, richiede lavaggi quotidiani.In ogni caso, è giusto ripeterlo, occorre adoperare shampoo delicati per evitare di rimuovere troppo sebo dalla superficie dei capelli, privandoli della loro naturale protezione.Vale inoltre la pena spendere qualche parola per sfatare l'errata convinzione che il lavaggio frequente provochi un aumento della produzione sebacea: la secrezione di sebo non è infatti influenzata dal lavaggio.E' invece buona regola asciugare i capelli mantenendo il phon ad una distanza di almeno trenta centimetri dal cuoio capelluto, per evitare che temperature eccessive fluidifichino ulteriormente il sebo, accentuando il problema.Un tempo per combattere i casi di seborrea più ostinati, si ricorreva ad applicazioni sullo scalpo di soluzioni idroalcoliche a base di progesterone, in modo da tenere sotto controllo l'attività ormonale locale. Per limitare il più possibile i disagi causati dai capelli grassi, può essere utile seguire pochi e semplici consigli ed adottare alcuni piccoli accorgimenti.Innanzitutto, come precedentemente accennato, i capelli grassi vanno lavati spesso, anche quotidianamente, con shampoo delicati per uso frequente, eventualmente alternati con prodotti specifici prescritti dal tricologo.Il numero di lavaggi sarà tanto maggiore quanto più il problema dei capelli grassi è accentuato e quanto più la chioma è esposta ad agenti inquinanti e fumo. I capelli di uno sportivo, per esempio, richiedono un numero superiore di lavaggi.Anche l'impiego di maschere per capelli ad effetto astringente e purificante potrebbe essere utile per dare sollievo dal fastidio provocato dai capelli grassi.Cosa NON fareSono molti i luoghi comuni riguardanti il trattamento e il prendersi cura dei capelli grassi. Spesso e volentieri, questi luoghi comuni portano anche a comportamenti sbagliati che - invece di risolvere il problema - lo peggiorano e si rivelano del tutto inutili, se non dannosi.A questo proposito, in caso di capelli grassi è necessario:Evitare di asciugare i capelli a temperature eccessive e di avvicinare troppo l'asciugacapelli alla testa.Evitare l'uso di shampoo aggressivi, poiché non farebbero altro che accentuare il problema dell'eccessiva produzione di sebo.Evitare massaggi troppo energici durante la fase di lavaggio dei capelli.Evitare l'uso di oli, balsami e gel a livello del cuoio capelluto, poiché potrebbero accentuare l'aspetto lucido e unto tipico dei capelli grassi.Evitare di passare frequentemente le mani nei capelli o spazzolarli eccessivamente; si tratta di comportamenti comuni in chi soffre di capelli grassi ma che, purtroppo, non fanno altro che aumentare la diffusione del sebo lungo il capello ed accentuare il problema.By #bizarre ... See MoreSee Less
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Scopri l'Italia con le Botteghe Oggi siamo a........Cascata delle Marmore, record e curiositàStoria e curiosità sulla Cascata delle Marmore, vero e proprio spettacolo della natura che vanta diversi primati e leggende curiosedi Teresa BaroneA pochi chilometri da Terni, le acque del fiume Velino si gettano nelle gole del fiume Nera formando la Cascata delle Marmore, che con i suoi 165 metri di altezza è una delle più alte di tutta l’Europa. È una cascata a flusso controllato, quindi attraverso delle apposite chiuse viene regolata la portata delle acque che danno vita complessivamente a tre salti garantendo uno spettacolo unico in grado di attirare folte schiere di turisti.Grazie al suo salto massimo di 85 metri alla sua portata media che raggiunge anche i 15 metri cubi al secondo di acqua, inoltre, si contende con la cascata artificiale del Liebien in Cina il primato di salto artificiale più elevato a livello globale.La Cascata delle Marmore, in Valnerina, si trova all’interno di un Parco naturale ricco di elementi di biodiversità che comprende diversi sentieri percorribili a piedi, caratterizzati da livelli di difficoltà differenti e accessibili sia dal Belvedere superiore sia dal Belvedere inferiore.L’origine del nomeDa dove deriva il nome della Cascata delle Marmore? Sembra che dietro il riferimento al marmo ci siano i sali di carbonato di calcio presenti sulle rocce locali, che grazie al loro colore richiamano proprio il marmo bianco. A chiamarsi Marmore è anche la frazione di Terni in Umbria, località in cui il fiume Velino defluisce dal lago di Piediluco confluendo invece nella gola del fiume Nera.La storia della Cascata delle MarmoreLa storia della Cascara delle Marmore inizia nel lontano 271 a.C., quando i romani iniziarono gli scavi del canale finalizzato a far confluire le acque del fiume Velino che coprivano la piana reatina verso il limite della rupe di Marmore, punto in cui sarebbero inevitabilmente precipitate arricchendo il fiume Nera, affluente del Tevere.A conferire alle cascate l’assetto attuale, tuttavia, sono stati ulteriori lavori promossi nel corso degli anni da Papa Pio VI a partire dal 1787, aggiustamenti necessari per creare i balzi e per regolare il flusso delle acque anche al fine di evitare il rischio di allagamento delle campagne circostanti. Oggi, ad esempio, la cascata è sfruttata parzialmente anche per la produzione di energia idroelettrica.Curiosità e leggendeOltre ai tre spettacolari salti e alla bellezza della vegetazione che fa da contorno, le Cascate delle Marmore offrono un punto di vista particolarmente suggestivo accessibile solo su prenotazione: è il Balcone degli Innamorati, un terrazzino percorribile al termine di un tunnel incastonato nella roccia e affacciato dietro l’acqua in caduta libera.Un luogo molto romantico che si lega perfettamente all’antica leggenda ambientata proprio nelle cascate, racconto drammatico che narra la storia dell’amore proibito tra la ninfa Nera e il pastore Velino. Si dice che Nera, figlia del Dio Appennino, si fosse invaghita di Velino scatenando l’ira di Giunone, decisa a ostacolare il legame tra un mortale e una semidea.Giunone trasformò la giovane nell’omonimo fiume, mentre Velino si gettò nelle acque nella vana speranza di ricongiungersi con la sua amata. A salvarlo fu Giove, trasformandolo a sua folta in acqua. Il salto, quindi, simboleggia proprio questa unione senza fine.By #lebottegheditalia ... See MoreSee Less
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Scopri l'Italia con le Botteghe Oggi siamo a........Milano, passeggiando tra i misteri della basilica di Sant'EustorgioAntichissima e misteriosa, la basilica di Sant'Eustorgio è un luogo unico e pieno di leggende ma anche di storia e opere artistiche affascinantidi Monica CresciUn po' distaccata dal centro ma a pochi passi dal Duomo di Milano, sorge l'antica basilica di Sant'Eustorgio, luogo dal fascino unico e misterioso. Silenziosa, sembra osservare e scrutare la vita che le scorre accanto. Eppure la costruzione cristiana è un compendio di storie e narrazioni, di leggende e di iconografie misteriose, a partire dalla stessa piazza e dalla statua di San Pietro da Verona posta in cima a una colonna.Il frate è raffigurato con una roncola conficcata nella testa e sembra ammonire con la mano i passanti. La basilica di Sant'Eustorgio è un luogo singolare, a tratti cupo e magico, che può spaventare. Lo stesso Arcivescovo di Milano, cardinale G.B. Montini, poi Papa Paolo VI, la descrisse come in apparenza vuota e solitaria, quasi pronta a incutere timore nelle ore più silenziose, ma in realtà piena di voci.Milano e la leggenda della colonna del diavoloSant'Eustorgio, i Re Magi e la stella cometaLa basilica è stata fondata nel 344 d.C. in epoca romana tardoimperiale, quando Milano era l'antica Mediolanum capitale dell'Impero romano d'Occidente. Sant'Eustorgio è una delle basiliche paleocristiane più antiche della città e, un tempo, era nota come Basilica Trium Magorum in onore delle spoglie dei Re Magi. Fu fondata da Sant'Eutorgio, su richiesta dell'imperatore Costante I, che donò un sarcofago di pietra contenente i resti dei tre re. A trovarli fu l'imperatrice Sant'Elena, durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa, per poi tumularli all'interno della Basilica di Santa Sofia di Costantinopoli. Secondo la leggenda le spoglie vennero trasferite a Milano e trasportate con un carro trainato da due mucche, una subito uccisa da un lupo. Mentre la seconda, all'altezza di Porta Ticinese, mostrò forti segni di fatica, tanto che il carro divenne improvvisamente inamovibile e pesante. Il santo lesse il tutto come un segno e decise di fondare la basilica nello stesso luogo, dove venne successivamente tumulato alla sua morte e la basilica intitolata alla sua memoria.Le spoglie dei Re Magi, contenute all'interno di un sarcofago in pietra, vennero trafugate da Federico Barbarossa che le trasportò a Colonia, dopo aver raso al suolo Milano. Solo nel 1904 il Cardinale Ferrari riuscì a farsi riconsegnare alcuni res - due peroni, una tibia e una vertebra - conservati ancora oggi nell'omonima cappella dei tre Re Magi. Gli stessi vengono celebrati ogni 6 gennaio attraverso una processione, che parte dal Duomo e giunge fino alla basilica, e guidata dalla stella cometa che sovrasta il campanile. Una costruzione singolare, anche questa, caratterizzata dalla presenza di un orologio noto come calcatrappola, il primo meccanico di Milano e dell'Italia intera.Mondeghili, la storia delle polpette milanesiSorta su un'antica nercopoli paleocristianaLa basilica di Sant'Eustorgio è un luogo davvero unico, lo si percepisce già dal suo ingresso, dal silenzio cupo ma anche mistico che la pervade. La luce naturale filtra a fatica, se non per giochi stilistici utili a illuminare aree di preghiera, affreschi e dipinti. La costruzione per tradizione, è la prima ad accogliere il nuovo Arcivescovo alla sua proclamazione e insediamento nella diocesi. La basilica è suddivisa in tre navate, con alcune cappelle sul lato destro e opere del Bergognone, e una maggiore semplicità stilistica sul lato sinistro. Un tempo si sviluppava attraverso l'ex convento dominicano, ora suddiviso tra Museo Diocesano e Museo di Sant'Eustorgio.Come anticipato nella basilica è presente una cappella dedicata ai Re Magi, dove spicca l'antico sarcofago e una singolare finestrella alla base con grate che anticamente, forse, servivano per mostrare le reliquie. Proseguendo nel cammino ci si imbatte nell'altare, con al fianco una vetrata in grado di gettare un raggio di luce proprio dove sorge l'antica struttura di una necropoli paleocristiana. Un ritrovamento di ben diciassette secoli fa con più di cento tombe, un interessante museo dedicato agli scavi e una ricostruzione dei ruoli e delle figure sepolte, tra queste anche quella di un misterioso esorcista.Vedovelle, storia delle fontane di MilanoLa Madonna con le corna e San Pietro martireAll'interno della stessa chiesa si può ammirare la cappella Portinari, esempio di rinascimento lombardo e che rimanda allo stile di Filippo Brunelleschi. L'atmosfera intima e cupa che traspare dalla basilica svanisce all'interno della cappella, in particolare grazie alla presenza di affreschi, dipinti, fregi e di una cupola ricoperta da scaglie colorate, cromatismi che ricreano l'arcobaleno. È uno spazio luminoso, elegante ed equilibrato dal punto di vista artistico e architettonico, commissionato da Pigello Portinari e che custodisce la tomba di San Pietro Martire. Contenuta all'interno di una struttura ad arca in puro stile gotico, realizzata da Giovanni di Balduccio, impreziosita da statue e riproduzioni dei miracoli compiuti dal santo. Secondo la narrazione lo spazio era troppo esiguo per contenerne il corpo che, così, fu decapitato. La testa venne portata a casa dall'arcivescovo Giovanni Visconti, che dal quel momento iniziò a soffrire di una forte emicrania, tanto che finì per ricongiungere l'urna con il corpo. Per questo San Pietro Martire è considerato il protettore dalle emicranie, basta sfregare un fazzoletto contro la sua tomba per poi passarlo sul proprio capo.All'interno della stessa cappella sono presenti molti affreschi dove la figura della Madonna è protagonista, non a caso lo stesso santo era un grande promotore della figura della Vergine. Nei tanti dipinti San Pietro è molto presente in veste di predicatore, esorcista, taumaturgo e martire. Ma agli occhi più attenti non sfuggirà di certo un'opera che narra di una falsa Madonna, ovvero di un mago eretico che aveva assunto le vesti della Vergine Maria dimenticando però di nascondere le corna. Secondo la leggenda il frate, scoperto l'inganno, riuscì a scacciare la figura demoniaca grazie all'eucarestia. La basilica di Sant'Eustorgio merita una visita attenta, per un'immersione rispettosa all'interno del luogo e della sua storia così unica.By #lebottegheditalia ... See MoreSee Less
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2 weeks ago

Faraona con castagneLa faraona con castagne si preparano lessando le castagne per poi aggiungerle come farcitura alla faraona prima della cottura finale. Ecco tutti i passaggi per la faraona con castagne.DIFFICOLTÀ:MediaABBINAMENTO:Dolcetto d'Alba DOCCOSTO:EconomicoDOSI PER:4 PersoneCALORIE:-TEMPO:30 min di preparazione2h 20 min di cotturaIngredientiFaraona 800 g Uvetta 50 g Vitellone carne tritata 250 g Salsiccia 100 g Parmigiano Reggiano DOP q.b. Farina 00 q.b. Uova 1 Fette biscottate 1 Marsala 50 ml Olio extravergine d'oliva 2 cucchiai Sale q.b. Pepe q.b. Brodo vegetale q.b. Castagne 500 gPreparazioneFaraona con castagneLessate le castagne per circa 40 minuti. Eliminate le bucce e sminuzzatele tenendone circà metà da parte. Mettete a bagno l'uvetta. Sistemate in una ciotola il macinato e la salsiccia. Aggiungete l'uvetta e l'uovo intero.Amalgamate la fetta biscottata e il formaggio. Aggiustate di sale e pepe. Lavorate per bene il composto. Aggiungete infine le castagne sminuzzate. Incorporate un cucchiaio di marsala.Farcite la faraona, quindi cucitela e legatela e sistematela in una placca alta da forno un goccio d'olio, regolandola di sale e pepe.Rosolatela da ogni parte girandola spesso in modo che diventi dorata da entrambe le parti ed irrorate con il Marsala che farete lentamente svanire. Se necessario unite del brodo vegetale poco alla volta.Fate cuocere per circa 1 ora e 1/2 coperta a fiamma bassa. Una volta cotta toglietela e fate addensare il sugo di cottura, quindi filtrate in modo da rimuovere i residui della cottura. Versate la salsa ottenuta sulla faraona e quini servitela accompagnandola con parte del ripieno e con le castagne tenute da parte.#trattorialonato #ristorantelonato ... See MoreSee Less
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